lunedì 18 dicembre 2006

Chiaro di Luna

arrivare a casa. stanchi. stanchissimi. fermarsi in giardino. di fronte all'albero di mandarino. tanta pipì. sullo sfondo, lassù, in alto, sul muretto dove aspetta ogni mattina il primo raggio di sole, il gatto Tommy. attento osservatore. si accorge di qualcosa. anche lui spruzza sulla chioma del melograno. emette un suono strano, mao..mao. la sua nube tossica diretta verso di me. eh ma io stavolta rispondo. mao.. mao, fra me e me.. comincio a correre, e a gridarmi dentro: chiappalo, chiappalo!.. lo rincorro, scappa.. poi frena, mi soffia. di lì a poco una luce nel cielo. UAUA, rumore sordo. un tuono. entrambi fuggiamo. arriva la pioggia. il chiaro di luna comincia a sapere di bagnato.

rientrato a casa. il gatto Tommy, già sulla sua sediola, alza il capo e mi sorride miagolando.. mio.. mio. è l'ora della cena, è l'ora della tregua. ma ormai la bestia si è svegliata.
achtung! achtung!

sabato 16 dicembre 2006

Costruzioni solari

Anche stamane la nebbia. Da qualche tempo mi accompagna nel mio percorso.
Mi dirigevo a Galatina per un convegno sul solare, a cura di aziende produttrici, amministrazioni locali e associazioni ambientaliste. Erano le nove, ma ancora la nebbia si comportava da prima donna. Gli alberi d'ulivo sulla statale Copertino - Galatina mettevano in mostra la teoria dei frattali. La fitta nebbia annullava lo spazio sottolineando la sagoma degli alberi, che non si riusciva a percepire. Una sensazione strana che il Sole, già in alto nel cielo, non riusciva - oppure non gli andava - ad annullare. Io, però, ne sentivo il calore per via dell'effetto serra che nell'auto si avvertiva. Sentivo le sue carezze, i suoi baci.
Ma come si può pensare ai germogli d'amore, e pensarli già dei campi fioriti? Sono un pazzo. Ecco, domani, a dimostrazione del fatto che sbaglio, rischierò di portare dell'erba secca. Non si possono ancora fare questi errori. Perchè si fanno?
Se continuo così non sarò degno di essere baciato dal Sole. Notte

giovedì 14 dicembre 2006

VIVA IL VINO

Primitivo di manduria?
Merito questo?
E così sia.
A litri, per dimenticare
tutto quello che non mi hai mai detto
e che io invece ho sempre pensato,
tutto quello che non mi hai mai fatto vedere
e che io invece ho sempre immaginato,
tutto quello che non mi hai mai fatto toccare
e che io invece la notte ho sempre sognato.
Un sorso ancora per dimenticare
tutto quello che non ti ho mai chiesto
e a cui io ho sempre risposto.
Un ultimo sorso per dimenticare
tutte le volte che io mi sono toccato
in cui brindavo da solo come adesso
alla salute tua, donna

Commento: Ancora una volta, il dispositivo si mostra banale.
Forse, se non si legge celermente addirittura non rende il minimo accettabile.
La ripetizione non infastidisce più di tanto, sfocia in lagna, resta comunque tale.
Sembra mirato il messaggio, anche se nell'ultima parola l'autore generalizza il destinatario.
Infine, si apprezza la scelta del vino.

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